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style on > Tre domande a: Emiliano Laszlo – Studiopretzel

Studiopretzel, nella figura del suo ideatore Emiliano Laszlo, è un amico di webelieveinstyle, a ottobre dello scorso anno il designer era stato ospite di uno dei nostri momenti live (trovate l’incontro nella rubrica style? WTF?!?)  e in questi mesi più volte ci siamo incrociati, assistendo alla crescita del marchio e all’aumento dei suoi fan.
Abbiamo già scritto che ci piace ‘tornare sul luogo del delitto’, mantenere rapporti con quei brand e stilisti in cui crediamo e che hanno costruito con noi un percorso, per cui ci fa piacere inaugurare questo spazio di breve approfondimento proprio con lui, per farci raccontare cosa bolle in pentola per Studiopretzel e come sono cambiate le cose in questo anno.

Emiliano, è trascorso quasi un anno da quando ti abbiamo intervistato live su webelieveinstyle. Come pensi sia cambiata la linea in questi mesi? Quali le novità?
Credo che ogni volta che mi metto a pensare a una nuova collezione, automaticamente qualcosa si sedimenta dentro di me e pone le basi per i pezzi successivi. Non so perché. Forse è un processo di esclusione.
I pezzi della prossima estate sono più numerosi, più completi, soprattutto per l’idea che c’è dietro e che volevo si percepisse.
Una palette di colori armonica, una tradizione (quella giapponese) rivisitata, una sensazione forte di leggerezza, il ‘vento da Oriente’ del titolo, ma foriera di novità.


I momenti più importanti vissuti in questo ultimo anno? Ad esempio: come è andata l’avventura a Pitti Immagine Uomo, che ti ha visto presentarti per la prima volta a giugno?

Quest’anno è stato intenso e sicuramente l’appoggio che ho ricevuto da parte di stampa e buyers è stato fondamentale. Creare un progetto, portarlo avanti e piano piano coinvolgere lungo la strada altre persone è per me di grande soddisfazione. Persone che ci credono e che si fidano di quello che tu proponi loro.
La partecipazione a Pitti mi ha messo davanti alla responsabilità di non sbagliare, di non cadere nell’ovvio, ma cercare di ottenere il massimo ogni ora e ogni giorno.
Mi sentivo in gara con me stesso e questo per me è positivo, perché riesco a dare il massimo a livello professionale quando ci sono tante eccellenze in giro.
Pitti mi ha portato in vetrina, all’attenzione di tanti altrimenti irraggiungibili. E ho visto che in molti avevano interesse a vedere le mie cose e a supportarmi.

Nuovi propositi e nuovi progetti? 

Quest’anno che viene sarà altrettanto intenso e duro.
Lo è già, nel preparare la collezione invernale, facendo crescere il numero di pezzi e lavorando su capospalla e accessori, campo nel quale metto le mani per la prima volta.
C’è quindi un grande entusiasmo, ma anche l’ennesimo impegno che prendo con me stesso.
La volontà è sempre quella di incrementare, di crescere, di azzerare la ‘crisi’ e andare avanti credendo nel proprio lavoro.
Termini da economo che non mi appartengono, ma che devono essere di stimolo.
Esiste altra soluzione?

Stefano Guerrini

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