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style on > Da Venezia alla conquista del mondo dello stile

Penso da sempre che le borse siano quanto di più democratico esista nel campo della moda.

Mi spiego: gli abiti, per esempio, creano disparità tra chi può portarli e chi no.
È vero, esistono o esisterebbero delle regole anche per la borsa, le sue dimensioni dovrebbero variare in base alla nostra fisicità o all’occasione d’uso, ma in fondo non c’è un impedimento insormontabile e fisico come quello della taglia per un abito. Questa democraticità è uno dei tanti motivi per cui amo le borse.

Tempo fa ne ho vista una  di Arnoldo][Battois ed innamorarmene è stato naturale come bere un bicchiere d’acqua.
La borsa era quasi “anatomica”, seguiva le linee del corpo e ci si fondeva in modo naturale, perfetto, aveva quell’aspetto morbido eppure grintoso. Incuriosita da matti, sono partita allo scoperta del marchio.
Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois si sono conosciuti alla facoltà di Architettura di Venezia, accorgendosi di avere in comune la passione per la moda.
La loro ricca esperienza lavorativa (Mila Schön, gruppo Marzotto, Scherrer, Cardin, Laura Biagiotti, René Caovilla) è confluita in una lunga collaborazione con Roberta di Camerino, risultata fondamentale sia per la loro crescita professionale sia per la scoperta di un’altra grande passione, quella per l’accessorio borsa.
Silvano e Massimiliano sono scrupolosi e perfezionisti, amano le cose belle, hanno in comune l’amore per la ricerca e per il recupero dei materiali e condividono un’attenzione quasi maniacale per il dettaglio.

Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, mi piace segnalare che nel 2006 i due designer sono stati chiamati dalla Facoltà IUAV di Venezia in qualità di docenti presso il Corso di Laurea in Design della Moda, diretto da Maria Luisa Frisa.
“Accessori come abiti, architetture complesse ed autonome”: questo è il progetto dichiarato dai due designer, un progetto che resta aperto e che si rinnova ad ogni collezione, provando a distanziarsi dai canoni dell’oggetto-borsa.
La borsa prende vita, autonomia, sperimenta forme, volumi, texture, si arricchisce attingendo alle lavorazione dell’alta sartoria.
Questa ricerca diventa un’attenta riflessione sul rapporto tra accessorio e abito e su una loro voluta, ricercata, reciproca contaminazione.

La collezione primavera / estate 2013 nasce dal contrasto e dal gioco tra luci, colori e superfici, in omaggio al design americano degli anni ’50.
È un gioco continuo di materiali e texture: vitelli lisci e gommosi, lucide vernici a specchio, pelli ruvide. I contrasti di materiali sono esaltati dai colori: la pienezza di quelli del design anni ’50 – arancio, cedro, blu pervinca, bianco gesso, fucsia – si contrappone a tonalità neutre quali i toni del grigio, del celeste, del nude, della terra e dell’avorio.
I volumi sono a tratti morbidi e altre volte più composti.

La collezione è fresca, contemporanea, in movimento.
Trovo molto interessante la doctor bag che si modifica attraverso un aggancio laterale e molto affascinante è anche la Elefante plissé col suo prezioso panneggio.
Ma senza dubbio ognuno troverà in questa collezione il suo oggetto del desiderio.

Emanuela Pirré

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