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style on > Tre domande a… Francesco Ferrari di Soul Skin

Ormai non più un assoluto esordiente, il giovanissimo Francesco Ferrari da Ferrara, città di origine, si è affacciato ad un panorama che lo vede sempre più protagonista.
Con la sua linea Soul Skin sta tracciando un percorso interessante che, siamo convinti, lo porterà lontano.

Non abbiamo mai intervistato Francesco su webelieveinstyle, la linea Soul Skin, con le foto realizzate da Mustafa Sabbagh, dietro la macchina fotografica anche per quelle che vedete pubblicate oggi che appartengono all’ultimo look book del brand, è stata protagonista nelle pagine web de lepilloledistefano.
Ma Francesco è legato indissolubilmente al nostro sito, in quanto protagonista di ben due servizi fotografici e, in particolare, proprio di uno dei primissimi shooting apparsi nella rubrica TheStyleRoom.
Per cui in questa nostra voglia di fare il punto della situazione sui giovani talenti italiani, a partire da chi è abbiamo già incontrato, ci sembrava doveroso dedicare questo capitolo di “Tre domande a…” proprio a Francesco Ferrari e al suo talento. 

Come sta evolvendo la linea? Come è cambiato il tuo approccio alla moda in questi anni? 

La mia linea, Soul Skin, sta evolvendo insieme a me, nuovi partner creativi e finanziari, sempre piu concetti da “legare” al corpo. In un momento non facile come questo, riappropriarsi della mente e del corpo penso sia doveroso.
Per la primavera/estate 2013 la geometria, la “definizione” delle linee come fossero muscoli da scolpire attraverso l’esercizio è il diktat.
Sezioni nel caso dei capospalla, strutturati da doppi strati interni di pelle, nelle tees e top sezioni in popeline alternata a maglia sostengono la struttura del capo stesso. In alcuni al contrario ho eliminato sezioni di pelle, esponendo anatomicamente il costato.
I colori dell’alba, del cielo estivo e del sole al tramonto, sono protagonisti, sempre uniti al mio nero.

Da dove arrivano le ispirazioni? Quali sono le tue icone di riferimento e quali persone hai in mente mentre crei? Chi pensi invece sia la persona che può indossare i tuoi capi?
Le ispirazioni arrivano dal pensiero e dallo studio del corpo prima di tutto.
L’immaginazione per me ha un ruolo più importante che l’ispirazione. La cultura non è mai abbastanza, ci si sente sempre intelligentemente ignoranti, per questo, ci si ritrova in una continua crescita di curiosità, voler conoscere, assimilare e rielaborare le emozioni per crearne delle nuove.
Sono un giovane designer che ha molto da riflettere su quello che altri designer hanno indagato nel passato, per questo la mia ricerca creativa non si ferma al puro impatto visivo, ma si spinge al cercare un concetto di armonia, sopratutto per le persone che indossano i miei capi.
Non ho icone di riferimento, o meglio ne ho molte nel mio quotidiano e nel mio immaginario, ma da loro traggo “un’educazione” che restituisco nel mio lavoro.
Per me, la persona che indossa Soul Skin deve prima di tutto ritrovarsi, sentirsi accolta e valorizzata dai capi, ancor prima che questi “escano” nel mondo portati con sé addosso, in valigia, negli occhi.

Sogni e progetti per il futuro?
I sogni li lascio a chi dorme, di progetti invece ne sto pensando molti, lo sport è un tema che mi sta affascinando sempre di più, vorrei che il design Soul Skin si appropriasse di elementi tra tecnologia dei tessuti e la versatilità d’uso.
Ma di questo ne parleremo la prossima volta…

Stefano Guerrini

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