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style on > Greta Boldini F/W 2013-2014

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La sartorialità italiana senza tempo e la ricerca avant-guarde, l’eleganza costruita e la vestibilità semplice, lo sporty e lo chic: Greta Boldini veste il prossimo inverno dei più bei connubi della moda nuova.

Questione di Made in Italy: creatura a noi così cara di cui spesso singhiozziamo le sorti in via d’estinzione sotto i contraccolpi di una globalizzazione fashion onnivora di gusti e trovate industriali.
Sfogliamo quasi nostalgici le pagine della nostra storia di moda, rievochiamo perle di una tradizione artigianale che oggi sospettiamo essere sempre più ectoplasmatica, temiamo che le aspirazioni dei nuovi appassionati dell’essenza vera della moda italiana non raggiungeranno mai la grandeur dei loro (e nostri) celebri predecessori del fashion, pur augurandoglielo.

Ottimismo impolverato dalle grinze di un sistema che mette in difficoltà la capacità del nostro Made in Italy di brillare come un tempo: questo è certo.
Ma è altrettanto certo che un blue mood così diffuso rischia di non accorgersi della forza dirompente di un Made in Italy ancor più sicuro di sé: giovane e determinatissimo.
E pronto a sorprendere sul serio.

Greta Boldini è, per l’appunto, una giovane, sorprendente e determinatissima presenza di nuovo Made in Italy.
Fuor dall’anagrafe fashion, l’identità del brand risponde ai veri nomi di Alexander Flagella e Michela Musco, under-30 italiani di nascita e di formazione di moda, nonché di passione e competenza profonda nell’iconica maestria artigianale che solo nel nostro territorio plasma meraviglie di haute couture decorata da accessori preziosi per qualità finissima.
La mano che rende soffice la pelle, intarsia i ricami e incastona le pietre, drappeggia i tessuti e purifica le linee: il loro credo artigiano nasce e cresce nel loro atelier romano.
Un progetto che è un potente connubio di identità evergreen: la sofisticatezza misteriosa di Greta Garbo e la femminilità luminosa di Giovanni Boldini. Eleganza d’antan, Belle Époque e contemporaneità: Greta Boldini va dritta all’essenza e la rende concreta.

Dualismi fashion tra estetica storica e silhouette avanguardistica anche per la collezione a/i 2013. L’ispirazione viaggia all’indietro: arriva agli anni ’40, la drammaticità scenografica del cinema noir, la teatralità di un’eleganza rigorosa e composta, ma che sfugge alla rigidezza eccessiva attraverso l’energia creativa di Edith Bouvier Beale (la Little Edie di Grey Gardens, per intenderci), secondo spunto fulgente d’ispirazione.
Che ogni sospetto di manierismo pseudo-storico si plachi subito, però!
La collezione è uno scrigno di forme e linee magnificamente contemporanee e desiderabilissime.
L’aplomb degli abiti si riequilibra negli scolli vertiginosi, i volumi si distribuiscono sapienti ma originali, lo sporty e lo chic avvolgono con facilità la figura, e l’eleganza si plasma nei materiali sì preziosi, ma anche tecnici.
La palette è morbida, luminosa: l’allure del riflesso metal della pelle di vitellino è voluttuosa, tanto quanto i macro Swarovski e le perle di fiume che brillano su bluse e capispalla.

Ad esser fiscali, il must-have di collezione è il cappotto in panno con manica di pelliccia e pietre incastonate: ma ad essere sinceri la gara al must-have è vinta alla pari da ogni singola proposta firmata Greta Boldini!

Silvia Scorcella

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