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style on > DROMe: Primavera/Estate2014

SO-228DROme


Raro è il caso in cui l’ispirazione di una collezione si rivela tanto pregnante da sorreggere il talento creativo plasmato in abiti, e riverberarlo nei taccuini patinati in cui si raggruppano i nomi degli happy few che partecipano davvero ad una nuova moda: il brand DROMe appartiene meritevolmente a tale élite.
E l’ispirazione della collezione primavera/estate 2014 parla molto da sé sullo spessore consapevolmente culturale e talentuoso di questa giovane realtà.

“Anch’io ho pensato un modello di città da cui deduco tutte le altre.
È una città fatta solo d’eccezioni, preclusioni, contraddizioni, incongruenze, controsensi.
Se una città così è quanto c’è di più improbabile, diminuendo il numero degli elementi abnormi si accrescono le probabilità che la città ci sia veramente.
Dunque basta che io sottragga eccezioni al mio modello, e in qualsiasi ordine proceda arriverò a trovarmi davanti una delle città che, pur sempre in via d’eccezione, esistono.
Ma non posso spingere la mia operazione oltre un certo limite: otterrei delle città troppo verosimili per essere vere.”

Che si cancelli qualunque eventuale dubbio su di una personale debolezza squisitamente letteraria nei confronti di una celebrità quale Italo Calvino e le sue Città Invisibili da cui tale ispirazione è tratta: non si sta qui a disquisire di meritevolezze teoriche, bensì di quello che più sta a cuore a chi la moda la conosce e la difende per passione: l’essenzialità pura dei concetti che si condensano in prodotti di rara elevatezza qualitativa, nonché di desiderabilità indossabile.

Lo staff creativo di DROMe, guidato dal talento poliedrico di Marianna Rosati, ha per l’appunto fondato la propria città ideale su ciò che in apparenza potrebbe davvero sembrare questione di eccezioni, preclusioni, contraddizioni, incongruenze: la pelle, che attraverso le loro sperimentazioni diventa sorprendentemente volubile come un tessuto. L’immaginario collettivo la vuole infatti legata al mondo biker, o per lo più adeguata a personalità volitive e grintose: il merito di DROMe è dimostrare come invece la pelle sia principalmente un concetto da decostruire, per poter poi essere riassemblato in un repertorio di lodevole trasversalità easy-chic.

Una dichiarazione poetica che si traduce in una collezione primavera/estate 2014, come si diceva, che sembra essere una delle città immaginarie di calviniana memoria: un luogo dove ogni capo dimostra che la pelle è materiale vivo con cui plasmare percezioni eteree, a tratti surreali.
Superfici compatte che rivelano sofisticate traforazioni esagonali, quadrate, mini e macro pois e floreali: laserate sottilissime che con verve pregiata arricchiscono top, gonne e giacche corte, sapientemente bilanciate dalla linearità di pencil skirts con crop top e abiti geometrici, eppure gentili.
La materia è preziosa: pelle luxurious plongé, nappa vegetale e stretch mischiata a jersey.
La palette rinvigorisce il livello di raffinatezza con le nuance polverose dell’azzurro cielo e del nude mescolate al bianco e al nero, mentre il blu elettrico, il rosa lipstick e il verde mela sono vere sferzate di brillantezza.

Un applauso è sinceramente dovuto alla passionale innovazione Made in Italy firmata DROMe.

Silvia Scorcella

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