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style on > La collezione maschile a/i 2014-15 di Marni

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Quella bellissima sensazione che proviene dalla levità rinfrancante: la leggerezza che arriva salvifica a sottrarre orpelli in eccesso e decorativismi di dubbia utilità su quella che, sotto un’ apparenza divenuta già da un po’ territorio libero di sperimentalismi stilistici spesso azzardati, resta pur sempre un’identità maschia, compatta nella sua mischia di virilità tradizionale ed emotività riscoperta.
E creatività vanesia, attenta a manipolar con gusto l’estetica perché linguaggio squisitamente personale.

“Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza […] la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso […] in questa conferenza cercherò di spiegare perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto”.
Così scriveva Italo Calvino nelle celeberrime Lezioni Americane: ecco, l’intento qui non è affatto sfoggiare avvenenti bagagli culturali da affibbiare forzatamente alla moda, bensì è un’inevitabile e urgente associazione d’idee.
Contemplo la Collezione Marni Uomo e l’avvicendarsi di outfit diventa una riflessione di calviniana memoria sulle buone ragioni di restituire valore alla leggerezza per l’uomo, sia esso à la mode o protagonista di una quotidianità non per forza dedita al fashion.

Marni si sa, è un marchio ben avvezzo a trionfare con garbo sui cliché, ad offrire la propria visione con educata moderazione come una nicchia di piacere estetico posta a legittima distanza dalle tendenze urlanti.
Marni, grazie alla guida gentile e sicura di Consuelo Castiglioni, ha quel pregiato valore in comunione con l’arte di saper far scaturire dalla sua moda anche il coinvolgimento mentale: i suoi capi e la maestria sempre in evoluzione della loro composizione sfoggiano il fascino della complessità facile da comprendere.
Quindi desiderabilissima da indossare.

La collezione Marni Uomo per il prossimo a/i 2014-15 si rivela, per l’appunto, una sottile poesia della sottrazione: togli il futile, smonta il codice ed ecco l’essenza maschile declinata nelle sue eventuali identità di repertorio, dal workwear allo sportswear, dal tailoring al casual, dall’esercito all’ufficio.
Ma anche dal classico al contemporaneo: il controllo del rigore si fa cedevole  all’eccentricità. Il segreto è mantenere costante la sferzata subculturale nella delicata fase del ri-assemblare gli elementi e trovarne di inattesi: così l’abito sartoriale si affila e diventa divisa urbana, il trench subisce un atto di purismo mentre il bomber e il parka obbediscono al funzionalismo e si fondono in un unico capo.
I volumi oscillano dallo snello al più ampio, il taglio rende la silhouette affermativa come un segno grafico: tanto minimalismo saggiamente sbilanciato da atti estetici dirompenti, come le stampe di astrattismi floreali su seta, ma ancor meglio la pelliccia a plasmare bermuda e panciotti in nuovi contesti.
E ancora sciarpe e berretti di astrakan a disegnare un’eleganza resa vezzosamente sghemba dai colli pregiati e dalle shopper oversize in montone.
Tutto poggiato sulla spessa suola in gomma delle derby stringate.

La nuova eleganza è leggerezza ritrovata!

Silvia Scorcella

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