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style on > Tre domande a… Sabrina Clementi di Clemsa

SO-290Clemsa

Uno dei piaceri di aver partecipato ad AltaRoma lo scorso gennaio è stato quello di poter presenziare a sfilate di designer emergenti che trovano in quelle giornate una giusta dimensione per mostrare in passerella le loro collezioni, ma anche quello di scoprire talenti che non conoscevo.
In tal senso è stata utile una bella manifestazione che AltaRoma ospita: Room Service. In un piano del Marriott Grand Hotel Flora tanti marchi, alcuni emergenti, altri più conosciuti, molti legati ad un approccio quasi artigianale alla creatività, ognuno nella propria stanza ad accogliere gli ospiti con le loro collezioni, pronti a raccontare progetti e idee.
Fra le molte proposte interessanti, mi sono innamorato di Clemsa.
Marchio nato come lavoro di tesi di Sabrina Clementi e diventato una collezione di borse e oggetti di arredo, che prende forma da un modo di intrecciare il tessuto che Sabrina ha brevettato.
Sentirla raccontare del tempo che spende dietro questa passione, divenuta una professione, leggerle negli occhi il suo essere fiera di questo risultato, e avere in mano gli oggetti da lei realizzati con amore e cura, verificando anche la qualità dei materiali usati, mi ha conquistato.
No.Made, così si chiama la collezione, nasce come un vero e proprio artigianato tessile, realizzato a mano e totalmente made in Italy.
Un’idea nuova, che vale la pena di conoscere. Per questo ho voluto ospitare Sabrina in questo nostro consueto “Tre domande a…”.

Come sei arrivata alla moda e come è nato il progetto Clemsa?
Clemsa è nato da un mio progetto di ricerca in Architettura e Design.
Lo studio, focalizzato sulle superfici tessili appartenenti alle comunità nomadi di diversi continenti e culture (materiale, funzione e lavorazione dei tessuti) e sui motivi decorativi, ha portato alla realizzazione di un intreccio realizzato a mano e senza cuciture.
La tecnica è stata successivamente brevettata e applicata inizialmente per creare elementi di interior design e successivamente per dar vita ad accessori, entrando così nel campo della moda.

Ci racconti/ate nello specifico il mondo Clemsa?
Come nascono gli oggetti che abbiamo ammirato a Room Service durante AltaRoma?

Per realizzare gli accessori Clemsa la lavorazione è eseguita esclusivamente a mano e prevede, una volta tagliato il tessuto, un intreccio delle parti che dà vita ad una superficie tessile, senza l’utilizzo di cuciture.
Partendo da questa lavorazione, il progetto Clemsa si è sviluppato attraverso una costante ricerca di materiali, tessuti, colori e con una continua sperimentazione, senza partire da modelli disegnati in precedenza.
Al Room Service sono stati presentati i tre modelli della prima collezione, i cui nomi richiamano la storia e la ricerca sui tessuti da cui hanno preso forma: YURTA, la shopper bag, NAHUA, la clutch e YUP, la mini clutch.
Inoltre dalla scelta di materiali e pelli “limited edition” nascono pezzi unici e il tipo di intreccio consente di realizzare borse “su misura”, personalizzandone la forma e i colori.

Sogni e progetti per il futuro?
Innanzitutto sono già molto felice di aver tramutato in lavoro la mia idea, frutto di una passione per i tessuti e a metà tra moda (passione da bambina) e interior design (ricerca universitaria).
Mi auguro di continuare a fare ciò che ora mi da così entusiasmo, di portare avanti le sperimentazioni in questo settore, scoprendo sempre nuovi materiali e ideando nuovi modelli, e di consolidare il progetto con una distribuzione dei miei prodotti in Italia ed all’estero.

Stefano Guerrini

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One Comment

  1. Giuliano11 February 2014 at 13:01

    meravigliose

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