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style on > Tre domande a… Erik Manfredi, con Alessio Sponsale, ideatore di Borgenni

SO-294Borgenni

Sempre fiero di vedere i ragazzi che mi hanno aiutato nel mio percorso come redattore trovare una loro strada, ancora di più quando mostrano talento, impegno, grinta e oculatezza, conoscenza del mondo in cui si stanno muovendo.
Erik Manfredi è stato un modello, poi uno stylist, anche al mio fianco su alcuni set, come avrete sospettato,  e ora con un amico di vecchia data, Alessio Sponsale, che ha studi di economia alle spalle, ha creato la linea di borse Borgenni, alla prima stagione con le proposte per l’a/i 2014-15. E i due ragazzi mi hanno raggiunto un giorno a Milano per mostrarmi gli accessori della loro linea, che non potevano non entusiasmarmi per design e qualità tutta made in Italy. Già presenti in uno show-room importante, Pizzini, sia a Milano, sia a San Pietroburgo, Erik e Alessio con Borgenni sono destinati a grandi cose.
Ho intervistato in un secondo momento Erik per farmi raccontare di più e questo nuovo “Tre domande a…” è dedicato a Borgenni.

Modello, stylist e ora designer, Erik come ti sei avvicinato al mondo degli accessori e come è nata la linea Borgenni?
Due percorsi completamente diversi quelli seguiti da me e da Alessio Sponsale, l’altra metà della mela in questa avventura che è Borgenni.
Un’amicizia tra noi che dura ormai da 15 anni, una come quella dei film. Molto diversi, io creativo e un po’ sulle nuvole, lui concreto e schematico.
E con noi la regola degli opposti che si attraggono calza davvero a pennello. Basta poco per capirsi, a volte anche meno di uno sguardo, fra noi c’è una empatia a livelli altissimi.
Tante le esperienze fatte insieme, alcune fatte soltanto insieme e forse speciali proprio per questo.
E per questo motivo abbiamo deciso di intraprendere quest’avventura insieme.
Personalmente sono sempre stato attratto dall’arte e, in particolare dal mondo della moda.
Da ragazzino pensavo che per fare moda bisognasse fare i modelli e da quella convinzione ho intrapreso il mio cammino in questo settore.
Fin da subito ho sempre cercato di capire tutti i meccanismi che stavano dietro al risultato finale, al servizio fotografico, e la mia curiosità mi ha sempre spinto oltre, fino a che non ho incominciato ad interessarmi allo styling.
L’idea di poter trasformare le persone con il look mi è piaciuta tantissimo e da lì in poi ho cercato di fare il possibile per rendere lo styling il mio lavoro.
Ho finito il mio percorso di studi che non sono stati interamente indirizzati alla moda, ma alla comunicazione e poi ho cercato di fare assistenze a stylist professionisti il più possibile, tra i quali compari anche tu, Stefano.
In quelle occasioni ho cercato di fare tesoro di ogni singola informazione e successivamente le ho reinterpretate secondo le mie idee.
Designer mi sembra forse una parola troppo grande da usare per definirmi, ho solo avuto la fortuna di poter vedere le mie idee realizzate e non so se questo può bastare per definirmi designer, sto comunque pensando seriamente di iscrivermi a qualche corso per crescere le mie conoscenze in merito.
Alessio invece porta avanti l’azienda di famiglia che si occupa di trasporti logistici, della quale è responsabile.
Il suo percorso è stato molto diverso dal mio, ha studiato economia ed ha fatto esperienza, facendosi notare per le sue ottime capacità gestionali che lo hanno portato a rivestire il ruolo che ha oggi.
Borgenni non è nata per caso, ma è un progetto che è stato in incubatrice per circa due anni.
Ha trovato realizzazione soltanto adesso perché abbiamo aspettato un’indipendenza economica per poter sviluppare il progetto.
L’idea delle borse nasce dal fatto che io e Alessio non abitavamo nella stessa città dovevamo sempre spostarci e i nostri amici ci hanno sempre definiti “i ragazzi delle borsa”.
Da questo è nata l’idea delle borse, che poi sono diventate una collezione femminie per una vera passione per gli accessori femminili.

Mi racconti la collezione?
La collezione Borgenni per l’autunno/inverno 14-15 è composta da tre modelli: handbag, shopper e maxi pochette, che si sviluppano in diverse combinazioni di colori e pellami e prendono il nome dalla data in cui si è concretizzato il progetto, quindi la pochette ha come nome “La Sei”, “La Nove” è la handbag e la terza si chiama “La Tredici”.
Tutto ruota intorno al concetto del tempo, non a caso la collezione si chiama “Clessidra”.
Abbiamo cercato di fare un analisi sulla forma stessa della clessidra ponendo attenzione a quel lembo di vetro sottile che separa il passato dal presente e quel lembo è il durante, la parte dove scorre la sabbia durante il trascorrere del tempo.
Quello è diventato il leitmotiv della collezione che si è tradotto nella pattina di ogni modello.
La collezione per nostra scelta è un mix di pulizia e decorazione, sembra un paradosso, ma alla fine mi sembra che il risultato lo spieghi bene.
Non abbiamo voluto creare un oggetto “iper fashion”, ma un oggetto che abbia una durata, un futuro, che possa rispecchiare una donna che ama e conosce l’artigianalità e che ha voglia di rinnovarsi, una figura elegante, ma che allo stesso tempo ha bisogno di praticità e dinamicità.
Abbiamo cercato di mixare tutto questo e inserirlo nelle nostre creazioni che vorrebbero essere sofisticate, chic ma anche con un animo street.

Progetti per il futuro?
Per il futuro, nelle nostre teste i progetti sono molteplici.
Stiamo lavorando per aumentare la nostra offerta, quindi inserire altre borse da donna e abbiamo pensato ad alcuni modelli da uomo, portafogli, porta-ipad.
Per il momento volevamo attendere l’impatto di questa prima collezione.

Il fotografo delle foto pubblicate è Fabio Schincaglia

Stefano Guerrini

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