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style on > Tre domande a… Tiziano Guardini

SO-299TGuardini

Continua questo percorso alla scoperta di talenti emergenti grazie ad uno stilista che ho conosciuto grazie ad un amico comune, che è amico anche di webelieveinstyle, ovvero Stefano Mastropaolo di dapasserella.it.
Stefano mi parlò di Tiziano Guardini alcune stagioni fa con toni entusiastici e io incuriosito ho osservato le foto dei lavori del giovane designer, rimanendone affascinato e conquistato per una craftmanship che fa pensare alla Couture e meravigliandomi per i materiali che utilizza.

E penso che tutti subiscano la stessa fascinazione davanti ad un capospalla realizzato con aghi di pino o un abito sirena confezionato con pezzi di corteccia.
La natura non solo ispira il lavoro di Tiziano, ma entra prepotentemente nella realizzazione delle sue creazioni, rendendole uniche e splendide.
Ho rincontrato il designer all’ultima edizione di AltaRoma e stavolta non mi sono lasciato scappare la possibilità di saperne di più.
Per questo gli dedico il consueto spazio di webelieveinstyle “Tre domande a…”, certo che il suo lavoro conquisterà anche voi.

Come sei arrivato alla moda e alla progettazione di tue creazioni?
La prima volta che pensai di fare il designer fu a circa 11 anni quando, ascoltando una audiocassetta registrata da me, mi ritrovai con un foglio e una matita in mano a progettare intere collezioni.
Poi per vicissitudini familiari non ho potuto dare seguito a quella decisione, ma non ho mai smesso di coltivarla, seguendo cosa proponeva quel mondo.
Dopo aver conseguito la laurea in economia, alla domanda cosa volessi fare della mia vita ancora quella era risposta. Iniziai a lavorare perché sapevo che la mia famiglia non mi avrebbe appoggiato, cosi misi i soldi da parte per gli studi.
La scelta fu quella dell’Accademia Internazionale d’Altamoda Koefia. Mi entusiasmava il loro approccio pratico alla professione.
Dopo essermi diplomato e aver conseguito il master in “responsabile del prodotto” inizia a collaborare con alcune maison che hanno sede a Roma e poi collaborare con alcune aziende di pret a porter, sia di abbigliamento, sia di accessori.

Durante la settimana della moda romana alcune stagioni fa andai a visitare un progetto, che era Limited/Unlimited. Osservando le opere esposte mi dissi: “Vorrei partecipare anch’io”.
E pensai a cosa mi avrebbe reso felice realizzare e che potesse rappresentare la mia creatività.
Elaborai e confezionai il primo vestito, in canapa e rafia, che per me doveva rappresentare un essere del bosco.
Sono vegetariano e se ho un minuto mi rifugio a passeggiare nei parchi che offrono le città dove vivo o dove mi trovo per viaggi.
Da bambino il mio contatto con la natura è stato sempre forte. Lavorando questi materiali mi venne voglia di farne altri e quindi si aggiunsero altri pezzi e divenne una capsule.
Venne il momento di inviare per mostrare quello che avevo fatto.
Oltre un anno di lavoro senza sapere se poi sarebbero stati scelti.
Quando arrivò l’invito a partecipare fu un binomio di lacrime e salti.
Mi racconti questi abiti? C’è questo legame con la natura che li rende particolarmente affascinanti.
Gli abiti che ho confezionato vogliono essere questa visione di una vita nei boschi vicino ad una surrealità e ad un ritorno alle origini.
Dobbiamo fare i conti con il mondo che ci ospita e forse mi piace la possibilità di poter vivere maggiormente a contatto con la natura.

Nella selezione che ho fatto da mostrarvi il primo è il vestito di rafia e canapa, poi la pelliccia di aghi di pino che vuole essere una mia visione dell’eco-fur, quasi una denuncia di quello che si fa contro gli animali.
Segue il tubino realizzato con i petali delle pigne, forati e ricamati singolarmente, per il quale ci sono voluti oltre tre mesi.
Poi ci sono gli abiti fatti con le cortecce d’albero, il vestito di canapa a sirena confezionato a seguito dell’invito di sfilare a Trinità dei Monti.
Il vestito corto di rafia fatto a maglia e quello lungo all’uncinetto. Il bustino con le ghiande e la collezione di borse in rafia all’uncinetto.

Progetti e sogni per il futuro?
Vorrei presentare al meglio la collezione che sto in questi giorni perfezionando, e si tratta di una collezione Haute Couture molto indossabile, mantenendo il concetto di eco fashion e di ricerca.
E poter vedere crescere la mia creatività e la mia esperienza.

Stefano Guerrini

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