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style on > Tre domande a… Salvo Presti

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Non ho seguito in televisione la versione italiana di Project Runway, ma ovviamente conoscevo alcuni dei partecipanti e ho avuto modo di parlare con loro di questa avventura, privatamente e sui social network.
Se ben prima del reality avevo scritto di Alcoolique e intervistato proprio per il periodico spazio “Tre domande a…” il suo fondatore Rocco Adriano Galluccio, uno dei partecipanti appunto della trasmissione tv, altri erano i volti per noi noti fra quelli che hanno animato il programma presentato da Eva Herzigova.
Fra loro Salvo Presti, siciliano, dallo stile personale ben caratterizzato, i suoi baffi lo rendono quasi un personaggio d’altri tempi, dallo spiccato talento, che nasce anche dalla grande conoscenza delle tecniche sartoriali, e con un gusto e uno stile plasmati dai tanti interessi, da una mente sempre attenta al bello e al nuovo.
Ritrovato il mio amico dopo questa sua avventura, che mi sembra averlo molto influenzato, era per me irresistibile non raggiungerlo per chiedergli di raccontarci, ma renderlo protagonista di questo “Tre domande a…” vuole essere anche una scusa per presentarvi un creativo, uno stilista in cui credo molto.
Quindi diamo il benvenuto a Salvo su webelieveinstyle.

Come ti sei avvicinato alla moda? Chi ti ha influenzato di più e da dove arrivano gli input per il tuo lavoro?
Sono figlio di una sarta, nipote di sarte, cugino di sarti…l’amore per ago e filo è radicato nel mio DNA.
Da piccolo mi divertivo a osservare mia madre che cuciva. Spesso cercavo di imitarla, rubandole spilli, forbici e “pezze” varie per costruire qualcosa di imprecisato, ma lei, da buona mamma sicula chioccia, mi distoglieva da questo “gioco” per paura che mi facessi male.
Non aveva capito che quegli, all’epoca per me, strani arnesi, erano come una calamita.
Poi, da grande, questo “gioco”, questo amore inconsapevole, si è tramutato in passione, una passione smodata, non solo per la sartoria, ma anche per il disegno, per la creazione, la progettazione e per il sistema moda in generale.
Ed ho così deciso di lasciare giurisprudenza (pochissimi sanno che stavo per intraprendere la carriera forense) per inseguire un sogno: quello di diventare uno designer! Ed eccomi qua.
Per un creativo o per chi crea in generale gli input arrivano nella maniera più disparata: dalla televisione alla musica, passando per cinema e internet, ma anche dai libri d’arte, dalle mostre e dai musei.
Possono essere disperatamente cercati o anche arrivare in maniera inaspettata.
Tutto può essere un input e tutto può darti input. Io, poi, soffro di una grave forma di curiosità acuta.
Acquisto, raccolgo, prelevo, raccatto tutto ciò che mi suscita un’emozione.
Tanto ho la certezza che prima o poi mi ritornerà utile. E fino ad adesso così è successo.
E poi non dimentichiamo che vivo in Sicilia, terra meravigliosa, con un bagaglio culturale incredibile.
Siamo stati e siamo tutt’ora fucina di idee per artisti di ogni tipo: arti visive, poesia, cinema e teatro.
È inevitabile non esserne influenzati!

Che ricordi hai della tua avventura a Project Runway e come ha influenzato la tua creatività?
Project Runway per me è stato un treno ad alta velocità, un treno che ha rappresentato un’occasione di rivalsa verso una vita non facile e verso chi non ha creduto in me, ma rappresenta anche, e soprattutto, un giusto riconoscimento a livello personale.
Custodisco gelosamente ogni singolo momento vissuto all’interno del talent, quello trasmesso e visto in tv, ma anche tutto quello che lo spettatore non ha visto e che solo noi concorrenti possiamo raccontare.
L’energia di Renzo Rosso, la saggezza e la grande disponibilità di Simone Guidarelli, i suggerimenti di Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti di Frankie Morello, il grande maestro Gastel, le dritte e i consigli di Anna Dello Russo, la sig.ra Ferretti e le sue critiche costruttive.
Tutte emozioni irripetibili, tutte emozioni che non si possono razionalizzare…si possono solo conservare nella memoria.
Chiaramente essendo per natura una spugna, e assorbendo il meglio da ogni situazione, mi porto a casa decine e decine di informazioni utilissime che da adesso in poi riverserò nel mio lavoro.
Per crescere e per raggiungere, giorno dopo giorno, risultati migliori.

Progetti e sogni per il futuro?
Sicuramente sogno di diventare un bravo stilista. Magari un giorno ci riesco!
Sogno di diventare talmente bravo che Giorgio Armani mi possa chiamare a sfilare nel suo Teatro come sta facendo ultimamente con i nuovi e giovani designer.
Sogno di vestire Laura Pausini. Mi piacerebbe fare da stylist per Mario Testino. Sogno di passeggiare per Taormina e vedere un mio abito nella vetrina della boutique più prestigiosa accanto ad un look di Fausto Puglisi.
Di sogni ne ho davvero tantissimi, non mi mancano.
Per i progetti invece, sono molto scaramantico, posso solo dirti che in pentola bolle qualcosa di importante, ma ti racconterò tutto a tempo debito.
Parola d’ordine? Fingers crossed!

Stefano Guerrini

 

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One Comment

  1. Guy Overboard10 June 2014 at 11:38

    Ma che bello il completo con la texture geometrica da uomo!

    http://www.guyoverboard.com

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