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style on > Uppercut: Digital tribal generation

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Uppercut. Letteralmente “taglio superiore”.
Ovvero il punto di vista con il quale leggere l’estetica di questo giovane brand italiano e milanese in particolare.
Un tripudio di moduli geometrici: specchiati, ripetuti e ruotati.
Un gusto avanguardista contemporaneo che filtra le subculture street-style ripensandole, riplasmandole e rimuginandole a nuovo.
L’effetto è moderno, e per questo motivo ci piace, anzi ci piace molto, e non delude le aspettative la  4D Collection, per il prossimo Autunno-Inverno 2014-2015.
È un put together che definisce le intenzioni “metissage” delle proposte secondo un filtro da graphic design che qualifica l’orizzonte culturale del suo ideatore e fondatore, Lele Severi, quale figlio della “zappinggeneration”.

La chiave di lettura o meglio il “taglio” d’apportare è chiaro.
Il superamento della tecnica e dell’approccio fotografico, passione del designer, palesa la forza intrinseca e il successo commerciale del brand.
Se la fotografia si limita infatti a registrare l’esistente, il passaggio alle tecnologie digitali -con il relativo abbandono e superamento dell’impressione fotochimica- d’un balzo hanno trasformato il processo analitico in quello sintetico.
Così il gioco è fatto. Ma semplice a dirsi, non a farsi.
Uppercut ci è riuscito. Le sue geometrie vettoriali diventano racconti enigmatici e intriganti in cui si riconoscono le culture dalle quali sono partite.
I graffiti, ad esempio, con i loro colori e i loro alfabeti, criptici come geroglifici, diventano motivi decorativi di girocolli, polsini e canetè e taschini in licra texturizzata.
È una sintesi quella di Uppercut: un processo di riduzione che altro non è che astrazione.
Vi ricordate? Astrarre significa “trarre fuori” (ab-traho), ovvero ridurre, sintetizzare partendo dal dato fenomenico.
La natura non è forse una complessità geometrica al microscopio?

Un processo intellettuale, a ben vedere, davvero originale tra le pieghe di Uppercut.
Il risultato è all’altezza. Belle le felpe, le T-shirt, giacche e pantaloni stampate in all-over in trame di cotone e poliestere.
I materiali sono fra loro mixati: tessuti tecnici, impermeabili, riflettenti e caldi interni di piuma d’oca contribuiscono al successo del prodotto, spesso rifinito a mano.

I colori guardano a un’estetica degna delle tribù digitali dei social network: tutti saturi, dominano i fluo ma non mancano gli optical.

Le tribù.
Quelle moderne, brulicanti sotto l’etichette più disparate, sotto il segno dell’organizzazioni politiche più evolute, ma pur sempre tribù: nuove, digitali, sfuggenti.
Ecco la quadratura del cerchio che giustifica il linguaggio usato da Uppercut.
Un linguaggio espressivo chiamato a dar voce alle tribù contemporanee, e che, a ben pensarci, non sembra essere molto diverso dall’astrattismo dell’arte greca prima dell’organizzazione in “polis”.
Tribù appunto.

Fabio Massaccesi

style on > La moda vista con gli occhi di Bazar DeLuxe

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In un punto immaginario, a metà strada tra le immagini di vecchie pellicole come “Nanuk l’Eschimese” e di nuovi videoclip musicali con quello di “She Wolf (Falling To Pieces)” di David Guetta ft. Sia Furler diretto da Hiro Murai, prende vita il brand “Bazar DeLuxe”.
Grazie al sodalizio artistico tra Vinconf, azienda che fa leva sulla capacità artigianale per dare vita a capi preziosi, ed Alessandro Squarzi, genio creativo fondatore di diversi brand e proprietario dell’omonimo showroom, la bellezza ed il sapore del decorativismo etnico si iniettano direttamente nelle vene del vintage, generando capi in grado di parlare e di dialogare con la società circostante, portando a conoscenza tradizioni e valori di chissà quali culture nascoste.

Dedicato ad una donna coraggiosa ed intraprendente, il nuovo marchio del Made in Italy si fa scudo di un’accurata e dettagliata ricerca, non solo nel concept, ma anche nella texture: così, per l’inverno i materiali di riferimento sono pelle, shearling, tessuti da drapperia, pelliccia; per l’estate, lini, cotoni.
Il melting pot diventa poi possibile grazie agli inserti attenti e contaminanti che, nella loro particolarità e grazie ad i contrasti materici, mantengono vivo il sapore creativo ed esaltano il rigore della costruzione del capo.

Un progetto moderno, quello firmato “Bazar DeLuxe”, che rimarca la sua irriverenza e la sua abilità funambolica di miscelare elementi antropologici alle tendenze più fantasiose della moda.
Attraverso la nuova collezione s/s 2015, il brand spalanca le porte sul mondo Masai da una parte, attraverso le rigature zebrate; dall’altra ci scaraventa in estremo occidente, lambendo le terre del Texas con le giacche color burro sfrangiate sul davanti. Infine, fiori e segni geometrici si intrecciano rievocando la cultura messicana.

Sperimentazione e superlativa sfacciataggine: Signore e Signori, questo è lo spettacolo firmato “Bazar DeLuxe”.

Niccolò Piccioni

style on > Tommy Hilfiger: lancia la nuova borsa benefica per BHI

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Le collaborazioni solidali dei brand rappresentano l’animo etico della moda.
Può essere eco, green, critica.
Oppure prestarsi nel sensibilizzare l’opinione pubblica verso cause importanti.
In questi casi, il valore concreto di un prodotto si allinea a quello simbolico, acquistando significati solidali.

È l’ottavo anno che Tommy Hilfiger supporta Breast Health International con una borsa in edizione limitata, scegliendo questa volta come ambasciatrice di eccellenza l’attrice Naomi Watts fotografata da Patrick Demarchelier.

Breast Health International (BHI), è un’importante fondazione no-profit che ha l’obiettivo di far progredire la ricerca e le terapie per il cancro al seno, con cui la testimonial, Naomi Watts ha da tempo legami di collaborazione.

“Sono onorata di poter partecipare a questa campagna insieme a Breast Health International” ha dichiarato l’attrice coinvolta nella sensibilizzazione alla diagnosi precoce e quindi alla diffusione di controlli preventivi.

La borsa BHI 2014 riprende i colori del DNA del brand, nel colore blu navy con accenti marrone chiaro ed eleganti profili rossi, sposando lo stile cool americano di Tommy Hilfinger a quello di una linea più classica ed elegante.
Realizzata in pelle italiana martellata, non mancano tasche asimmetriche, dettagli in metallo dorato e un portachiavi con nappina rossa, bianca e blu, mentre una tracolla staccabile color marrone chiaro permette di utilizzare la borsa in modo più versatile.

La borsa in edizione limitata è venduta al prezzo di 299 €, di cui 100 € sono devoluti direttamente a Fund for Living. Questa iniziativa globale di BHI aiuta le donne colpite dal cancro al seno a coprire i costi o ad affrontare i problemi legati alle cure che generalmente non sono riconosciuti dai programmi assicurativi, quali il trasporto per recarsi agli appuntamenti o l’assistenza ai bambini durante le terapie.

In più si tratta di un oggetto che si sposa perfettamente con i trend invernali: il maglione a quadri, il trench bicolor,la giacca da moto.
Una compagna perfetta per il tempo libero e per il lavoro.

Tra le testimonial passate della campagna BHI di Tommy Hilfiger troviamo le top model Naomi Campbell e Claudia Schiffer (fotografate da Patrick Demarchelier), l’attrice e cantante Charlotte Gainsbourg (fotografata da Drew Barrymore), Renée Zellweger, attrice vincitrice di un premio Oscar, l’ex First Lady di Francia Carla Bruni, Helena Christensen, un tempo top model e ora fotografa di successo, un’altra supermodel, ora attrice, Milla Jovovich e le attrici italiane Claudia Gerini e Cristiana Capotondi. Donne forti ed eleganti, impegnate nel sociale.

La borsa è disponibile nei negozi Tommy Hilfiger selezionati di tutto il mondo e online su Tommy.com a partire dal 1°ottobre.
Che altro aggiungere, just go for it! È per una buona causa.

Elena Bulgheroni

style on > Bally: Bianco, Rosso e … #BallyStripeYourLife!

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Kandinskij, noto pittore russo dei primi del ‘900, sosteneva che “la linea può essere designata come un elemento secondario”.
Proprio nella prima metà dello stesso millennio, tuttavia, ci fu chi dimostrò il contrario, facendo diventare quella figura geometrica il caposaldo della propria essenza: nata nel 1939, la Bally Stripe, prendendo ispirazione dai colori della Svizzera paese di origine dell’azienda di abbigliamento ed accessori, è ancora oggi il simbolo indiscusso della Maison.

In occasione del 75° anniversario dalla creazione della prima collezione Stripe, traduzione della parola “linea” in inglese, la Maison lancia un contest mondiale volto a premiare l’estro creativo dei propri followers.
Attraverso l’uso dell’hashtag”#BallyStripeYourLife”, gli abitanti dei social sono chiamati, fino al 7 Ottobre, a condividere foto nelle quali la Bally Stripe viene reinterpretata attraverso oggetti e/o frammenti di vita quotidiana.
L’unica regola del “gioco” è l’uso del bianco e del rosso, i colori del marchio.

Quindi, non resta che sbizzarrire la fantasia, lasciando alle cromie di Bally il giusto sopravvento, ed esprimendo, come hanno già fatto molti utenti, il senso della Bally Stripe.

Niccolò Piccioni

style on > Uno sguardo al futuro attraverso gli occhi di Christopher Kane

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Oggi su webelievenstyle vi parliamo di un’evoluzione: quella del fashion designer Christopher Kane e del brand che porta il suo nome.
Lo stilista scozzese, infatti, ha appena presentato la sua prima linea di accessori donna per l’autunno/inverno 2014 -15.

Otto modelli in tutto, otto borse realizzate in materiali di altissima qualità.
Pelle di vitello, pitone levigato e l’alligatore lucido per una nuova serie di future it-bag declinate in diverse tonalità e dimensioni… dalle maneggevoli clutches alle oversize bags, ognuna caratterizzata da una maxi “fibbia di sicurezza”.

Come tutto ciò che contraddistingue la brand philosophy di Cristopher Kane, anche questa collezione rispetta le tecniche di realizzazione Haute Maroquinerie, con l’aggiunta di materiali all’avanguardia e innovativi, senza mai perdere l’amore e il rispetto per la tradizionalità artigianale.

Old and new, passato e futuro, memoria e nuove idee: i dettagli tecnici come le cerniere in plastica sono inseriti manualmente in una pelle d’altissimo valore qualitativo, le cuciture sono a vista e le estremità sono arricchite da una finitura di vernice.

Punto forte sono le fibbie di sicurezza dalle dimensioni importanti, simbolo dello stile “subverted chic” della collezione realizzata dallo stilista per la primavera/estate 2007.

Proprio di quella collezione, oggi, le borse Christopher Kane ripropongonoun altro tratto distintivo del marchio: il colore Neon.

Autunno/inverno 2014-15: un momento importante per Kane che estende la sua produzione alla pelletteria, crescendo, rafforzandosi, sperimentando… ed incuriosendo noi appassionasti fashionisti!

Noi le vediamo già come le nuove it-bag che ci accompagneranno durante la stagione fredda… E voi?

Miriam Rapisardi